
La montagna
Da quaggiù incute timore
poi pian piano salendo
prendiamo coraggio
e alfine in vetta
da vinti diventiamo vincitori
ed è così
che possiamo guardare
finalmente
il mondo
ai nostri piedi.
Roberto

In dormiveglia
Ti senti sfinito
otto ore di veglia son tante
ti riposi un'istante
le mani sul fucile
i pensieri a quand'eri civile
Sprofondi nel sonno
incubi angosciosi
sangue dappertutto
Ti svegli sudato
al fragore delle mine
ai comandi d'un duce
devi morire
Roberto
Questa è la prima poesia che ho scritto nell'ormai lontano 1978.
Ossessioni
Qualcosa si ripete come la storia:
Rimanere invischiati
Nelle ragnatele della memoria
Terminare il volo
Perdere i capelli
Invecchiare e rimanere soli
Addormentarsi senza sogni
Le membra immobili nel buio
Senza bisogni
Oltre la collina il suono puro della luce
E
Si cammina ancora
Senza nessuna fatica.
Roberto